ssendo
santo Francesco in un luogo, nel cominciamento della religione,
raccolto co' suoi compagni a parlare di Cristo, egli in fervore
di spirito comandò a uno di loro che nel nome di Dio
aprisse la sua bocca e parlasse di Dio ciò che lo Spirito
Santo gli spirasse. Adempiendo il frate il comandamento e
parlando di Dio maravigliosamente, sì gl'impose santo
Francesco silenzio, e comanda il simigliante a un altro frate.
Ubbidendo colui e parlando di Dio sottilmente, e santo Francesco
simigliantemente sì gli impuose silenzio; e comandò
al terzo che parli di Dio. Il quale simigliantemente cominciò
a parlare sì profondamente delle cose segrete di Dio,
che certamente santo Francesco conobbe ch'egli, siccome gli
altri due, parlava per Ispirito Santo. E questo anche sì
si dimostrò per esempio e per espresso segnale; imperò
che istando in questo parlare, apparve Cristo benedetto nel
mezzo di loro in ispezie e 'n forma di un giovane bellissimo,
e benedicendoli tutti li riempi di tanta grazia e dolcezza,
che tutti furono ratti fuori di se medesimi, e giacevano come
morti, non sentendo niente di questo mondo. E poi tornando
in se medesimi, disse loro santo Francesco: “Fratelli
miei carissimi, ringraziate Iddio, il quale ha voluto per
le bocche de' semplici rivelare i tesori della divina sapienza;
imperò che Iddio è colui il quale apre la bocca
ai mutoli, e le lingue delli semplici fa parlare sapientissimamente”.
A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen.